Santo Iolo: “I nostri viaggi enologici, Pantelleria!”

Oggi Alessandra Buffetti, che insieme a suo marito conduce la cantina Santoiolo, non ci parla di sé e della propria cantina. Con lei facciamo un viaggio ricordando le recenti “vacanze enologiche” a Pantelleria.

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Pantelleria, una piccola isola italiana persa nel Canale di Sicilia

“I muretti di nera pietra lavica, di cui Pantelleria è disseminata nei suoi terrazzamenti, sono un’opera architettonica di cui non si parla spesso. Eppure, riassumono in sé tecnica costruttiva, ingegneria del suolo, sfruttamento ottimale di acqua, sole e vento e grande valenza estetica. Imprimono forte caratterizzazione a tutta l’isola, che appare, fin dal primo colpo d’occhio dall’aereo, come una colossale scultura posizionata nel mare sconfinato.

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Terrazzamenti e muretti fronte mare

Dominica e Salvatore Ferrandes di muretti se ne intendono. Le loro vigne sull’isola, quasi 2 etteri suddivisi in terreni di costa – piú caldi e quindi a maturazione piú precoce – e di monte – su, sulla Montagna Grande – sono interamente delimitate e protette dai caratteristici muretti.

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I muretti di Pantelleria, una grande “scultura del lavoro”

Il Moscato d’Alessandria, che dà acini grandi e di colore intensamente dorato, è piantato all’interno di larghe conche, affinchè il maestrale non ne danneggi i germogli e non ne disperda i fiori. Viene potato basso, anzi bassissimo, a sfiorare il suolo con foglie e grappoli, come tutte le piante sull’isola. L’agricoltura qui si definisce eroica senza esagerazione. Non solo le lavorazioni sono tutte manuali, ma l’altezza delle piante costringe a piegarsi fino a terra ad ogni gesto.

Vendemmia a Pantelleria

Vendemmia a Pantelleria

È una fatica antica a cui ci si sottopone solo se spinti da forti motivazioni. Dominica, psicologa svizzera , e Salvatore, vignaiolo pantesco di grande cultura, nella contrada di Mueggen hanno trasformato in Cantina un antico dammuso spagnolo del ‘600, affacciato su un grande panorama. Ci ricevono peró a casa loro, nelle stradine di Tracino, con squisita gentilezza e con la generosità di racconti e spiegazioni che andavamo cercando. Ritroviamo nelle loro parole i nostri stessi problemi di piccoli produttori alla ricerca della qualità e dell’eticità e in lotta costante per la sopravvivenza nello spietato mondo del vino. Su questi argomenti potremmo procedere per ore.

Nella foto Alessandra insieme al padrone di casa, Salvatore Ferrandes

Nella foto Alessandra insieme al padrone di casa, Salvatore Ferrandes

Dopo tante parole, il loro passito. Appare di grande eleganza già dal vestito: una bottiglia altissima ed essenziale, un’etichetta classica, un contenitore trasparente a sottolinearne la preziosità. Il colore è dorato intenso, preciso identico alla buccia del Moscato quando la sua maturazione è perfetta.
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All’olfatto è avvolgente come fosse il vento stesso dell’isola: sa di frutta affaticata dal sole, di erbe della macchia, di mare salato. In bocca su tutto emerge la passula, l’uva appassita che è l’anima del vino. E poi il suolo minerale del vulcano, il salmastro dell’aria e mille altre sensazioni che la poltrona preferita ci potrà aiutare a decifrare nella sua complessità. È un vino, come l’isola, placido e inquieto allo stesso tempo.
Gli abbinamenti? Per me, niente cibo. Meglio una sera col cielo stellato, o un fuoco scoppiettante e un libro intrigante, ma anche una visita inaspettata a metà giornata.

Il cielo di Pantelleria

Il cielo di Pantelleria

Meglio ancora, dei compagni di viaggio con cui parlare dell’isola e risvegliare piú vivido, col vino, il suo ricordo”. (Alessandra Buffetti)

Cantina Santo Iolo (www.santoiolo.it) strada di Otricoli s.n. 05035 Narni, Terni (google map)

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