Santo Iolo: “Fuji, gatta delle vigne”

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E’ arrivata al piccolo trotto dalla vigna, l’ho vista con la coda dell’occhio, ma ero distratta, in quel momento era l’ultimo dei miei pensieri: c’erano gli ospiti, l’ansia di apparire al meglio, la cultura diversa con cui confrontarsi, la cena a cui pensare ….no, non c’era posto per lei. Ma il carattere è carattere, trascende le situazioni e si vede da subito. Lei – aveva fame! – si è imposta all’attenzione nostro malgrado. Un salto, una piroetta, uno strusciare contro le gambe di ognuno. “Ehi, sono qui, c’è qualcosa anche per me? Noo? allora non avete capito: ho fameeee! Ora balzo in mezzo alla tavola apparecchiata, e vi faccio capire io!” “Via piccolo intruso! Da dove vieni fuori, non ti ho mai visto prima!” E lei niente. Il carattere è carattere, l’abbiamo già detto. È andata avanti cosí tutta la sera. Fino alla ciotola colma. Quello è stato l’armistizio, quello il patto. “Tu con la tua ciotola colma, io con il mio pelo setoso, l’armonia del mio incedere, le mie pose seducenti. Mi lasceró accarezzare, abiteró il tuo divano, scalderó il tuo inverno …” Che affare! Come resistere? Confesso: c’è un precedente. Ursula, “la piú bella”, l’amica e compagna di tante giornate, gravemente ammalata se n’era andata da tre giorni. Uno shock. Un dolore vero.
Un nuovo animale in casa non era proprio previsto, nè desiderato. Ma un gatto che si comporta da cane, si relaziona con te, ti stuzzica, ti provoca, già che c’è – perchè no? – viene a fare una passeggiata… Una passeggiata? Un gatto in passeggiata? Ma siamo matti? Ve le faccio vedere, se non ci credete, Fuji e Gwynnie insieme in passeggiata.
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Lei ci segue da lontano. Noi, vecchia coppia uomo-cane, placida e assuefatta, procediamo con calma. Lei si avvicina, ci supera. Ferma di nuovo, ci lascia avanzare. Poi al galoppo, via, a oltrepassare noi pelandroni. Un galoppo leggero, da esserino delicato eppure potente. E’ l’anima felina che abita ugualmente gattino e pantera.
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E poi.. la vigna. Una passione. Non c’è stato momento della vendemmia che non abbia seguito da vicino, non c’è stata cassetta d’uva che non abbia accarezzato con la coda. La cantina è off limits per questioni di igiene, ma fosse per lei…in prima fila ai rimontaggi! A volte, al tramonto, si aggira pensierosa tra i filari, si stende languida sotto i grappoli…chissà cosa pensa.
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Ma, per finire, vi devo una spiegazione. Quel giorno che è arrivata, c’erano i nostri ospiti giapponesi, ospiti per noi importanti, attesi e graditi, importatori di vino dall’Umbria. Dovevamo fare bella figura, non potevamo occuparci di lei. L’abbiamo fatto a serata conclusa; ci siamo guardati, studiati, annusati, toccati, piaciuti. “Sarà maschio, sarà femmina? Chissà! Lo teniamo? Beh, se domani è ancora qui…come si fa? Dai, come lo chiamiamo? Giappone…maschio o femmina?…chiamiamolo Fuji, va bene comunque, ci ricorda la serata, ed ha un suono leggero, da gatto.” Fuji ora è qui, come da promessa, sul mio divano. Affondo la mano in questo suo pelo piumoso, quasi da gatto aristocratico. E’ qui, venuta dal nulla e vorrei che non se ne andasse mai piú nel nulla da dove è venuta. Speriamo. Nascevo canara e mi ritrovo gattara, com’è strana la vita! (Alessandra Buffetti Ducoli)

Cantina Santo Iolo (www.santoiolo.it) strada di Otricoli s.n. 05035 Narni, Terni (google map)

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